Sacrofano storia

Fino a non molti anni orsono, il nome del paese era Scofano che pare derivasse da "Sacrum Fanum" sacro tempio, probabilmente dedicato al dio etrusco Velta. La natura morfologica del territorio dove sorge Sacrofano ha sempre favorito l'insediamento umano e risulta infatti abitata fin dall'epoca etrusca. Successivamente, dopo la conquista di Veio da parte di Roma, molti siti etruschi vennero abbandonati, altri furono assorbiti, tuttavia in epoca romana ci fu un'occupazione in vasta scala delle campagne, molte fattorie e ville romane venero costruite in questo periodo.

Dopo il I° sec. d.C. il numero degli insediamenti iniziò a diminuire e nei secoli V° e VI° con le discese dei barbari, resistettero solo le fattorie e ville che si trovavano nei luoghi meno accessibili. Nel VIII° sec. la chiesa riorganizzò il territorio della campagna romana con la fondazione della domusculta Capracorum e viene menzionato anche Sacrofano come fundus Scrofanum. Appare inoltre nella bolla di Giovanni XIX (1027) incorporato nella diocesi di Selvacandida. Succesivamente fino alla metà del XiV° secolo divenne feudo rispettivamente dei Savelli, dei prefetti di Vico e dei i Nardoni. Dopodichè passò agli Orsini, in questo ultimo periodo documenti provano che Sacrofano consumava 10 rubbia di sale per semestre. Nel 1662 Gli Orsini cedettero la signoria al cardinale Flavio Chigi.

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