Riserva naturale regionale antiche città di Fregellae, Fabrateria Nova e Lago di San Giovanni Incarico

La Riserva naturale Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico è un’oasi naturale protetta della provincia di Frosinone, la cui istituzione risale al 1997. Essa si estende nel territorio dei Comuni di Arce, Ceprano, Falvaterra e San Giovanni Incarico, per un totale di circa 715 ettari. La riserva occupa la valle del fiume Liri, nel tratto in cui la vallata si allarga tra il massiccio del Monte Cairo a nord e quello dei Monti Ausoni-Monti Aurunci a sud; rientra in quest’area anche il lago di San Giovanni Incarico, un bacino artificiale realizzato negli anni Venti del secolo scorso dall’Enel a scopo idroelettrico tramite lo sbarramento del fiume Liri. Il lago è piuttosto grande: la sua superficie è di 1,2 chilometri quadrati, mentre il perimetro raggiunge i 9 chilometri.

La flora che vi cresce è ricca e varia: lungo le sponde del bacino d’acqua crescono principalmente alberi di alto fusto quali salici, pioppi, roveri e robinie, mentre  nell’invaso troviamo i canneti palustri. In primavera fioriscono poi le orchidee selvatiche, che con i loro colori danno vita ad uno spettacolo davvero suggestivo. Piuttosto comuni alcuni arbusti classificati come officinali (borragine, rosa canina, menta e tarassaco) o come piante usati in cucina, come il finocchio e l’asparago selvatico.

La riserva naturale è oggi rifugio per una importante comunità di uccelli: accanto alle comuni anatre, ai cormorani e alle garzette può capitare di vedere cicogne bianche, aironi e falchi di palude. Le acque del lago sono popolate da carpe, tinche e cavedani, mentre sulle sponde dello specchio d’acqua si incontrano nutrie, fagiani, tassi, volpi e istrici.

Oltre alle bellezze naturali l’area protetta comprende anche dei siti di grande interesse archeologico; rientrano infatti nei confini dell’oasi i resti della colonia romana di Fregellae, fondata nel 328 a.C. dai Latini, e quelli di Fabrateria Nova, costruita dopo la distruzione di Fregellae del 124. Si tratta di due importantissime aree archeologiche, in particolare quella di Fabrateria Nova, non ancora del tutto studiata. Il monumento di maggior pregio che gli scavi hanno riportato alla luce è l’anfiteatro, sebbene le sue dimensioni non siano molto significative (70 x 60 metri).

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